Nel mondo dei bonus edilizi, il ruolo del general contractor è fondamentale per la gestione dei lavori e il coordinamento delle imprese esecutrici. Tuttavia, recenti sentenze hanno evidenziato che eventuali trattenute ingiustificate sui compensi destinati alle imprese possono configurare il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il ruolo del general contractor
Il general contractor opera come intermediario tra il committente e le imprese esecutrici. Secondo la giurisprudenza (Cassazione Civile 17388/2024), ha l'obbligo di trasferire integralmente alle imprese esecutrici i fondi ricevuti, trattenendo solo le somme giustificate da costi documentati e servizi effettivamente resi.
Quando si configura un illecito?
Se il general contractor trattiene parte dei fondi senza una motivazione chiara e documentata, si può configurare il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter Codice Penale). Questo avviene, ad esempio, nei casi di:
Quali costi sono legittimi?
Le uniche trattenute consentite riguardano:
Ogni importo trattenuto deve essere analiticamente documentato e correlato a un servizio effettivamente reso (Cassazione 22577/2024).
Le conseguenze di una gestione scorretta
Se un general contractor trattiene somme senza giustificazione, oltre a possibili sanzioni civili nei confronti delle imprese esecutrici, rischia anche conseguenze penali. Nei casi più gravi, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro preventivo dei crediti fiscali.
Per evitare problemi, è essenziale garantire trasparenza nella gestione dei fondi e rispettare il principio di corrispondenza tra lavori svolti e compensi ricevuti. Il general contractor deve limitarsi a coordinare i lavori e gestire i rapporti con il committente, senza trattenere somme non dovute.
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